EXHIBIT:

Mark Richardson (Skunk Anansie):”Perspectives”/solo show! 13.01.2012/11.02.2012

 

MARK RICHARDSON SOLO SHOW
“PERSPECTIVES” – Author: Erique LaCorbeille / Fabrizio Gagliardi     Curator: Clarissa Tempestini

Sourmilk è orgoglioso di presentare la prima personale di fotografia di Mark Richardson (batterista della nota band Skunk Anansie). L’artista sarà presente al Party d’inaugurazione che si terrà il 13 Gennaio alle ore 21.00.

Dj set stanza blu: The Blonde Pitbull

Dj set stanza rossa: Risiraider

Ingresso gratuito con tessera arci 2012. E’ possibile ordinare la nuova tessera al costo di € 10,00 scrivendo a: art-gallery@sourmilk.it

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Sourmilk is proud to present the first solo show of Mark Richardson from Skunk Anansie. Thr artist will be present at the vernissage, Jan 13 h: 09.00 p.m.
Free entry with Arci card 2012. It’s possible to require the new card at:  art-gallery@sourmilk.it

Dj set blue room: The Blonde Pitbull

Dj set red room: Risiraider

‘I have always taken photographs. Photographs excite, provoke and move me but I am not trained and I don’t call myself a photographer, I don’t feel I have earned that title yet but I will. My images are pure instinct and they are born out of a love of form, geometry and the moment, they are not technically perfect and naive but I am constantly improving and getting better at expressing myself through this wonderful art form. I am fascinated by the captured moment because no matter what you do, it will never exist in the same way ever again, I’m obsessed with it. Cartier-Bresson says it much more beautifully…’

To me, photography is the simultaneous recognition, in a fraction of a second, of the significance of an event.’

Mark Richardson

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EXHIBIT:

Past Exhibit: Sergio Padovani “Le vostre ombre assomigliano a ghigliottine” 10.12.2011/07.01.2012

SERGIO PADOVANI SOLO SHOW
“Le vostre ombre assomigliano a ghigliottine”/“Your shadows seem like  guillotines”

Author: Erique LaCorbeille / Curator: Irene Perino

“…Ogni cosa è un crimine immobile” attira il nostro sguardo. Un corpo sospeso che a prima vista sembra orrendamente mutilato,giace a pochi metri dal suolo, come fotografato nell’istante immediatamente precedente alla fine di una interminabile caduta.
E’ il declino dell’essere umano, l’inarrestabile discesa dell’umanità verso gli Inferi od il congelamento di un attimo di Quiete infinita? Dal buio appare una luce.
Qualcosa sembra scintillare. E’ l’occhio della vittima, che ci scruta e ci osserva. Non è una supplica, non è una richiesta di aiuto. E’ una ricerca, un fermento, un’indagine
dell’uomo. Quella creatura sospesa è viva. Ciò che la uccide lentamente è l’attesa della fine.
A tenerla in vita è il desiderio di mettersi in gioco, la voglia e la supponenza di sfidare il nostro giudizio, nella speranza immortale che sia quella a cui guardano la strada verso la Felicità.
Quel corpo deforme ma non privo di eleganza, così simile agli studi di  Francis Bacon, turba la nostra vista ed il nostro animo. E’ l’incompletezza che ci inorridisce. La totale assenza di armonia ci disgusta. Ma qualcosa in quella immagine ci seduce senza apparente motivo. E’ forse l’importanza che essa ci attribuisce eleggendoci a giudici implacabili
della sua vita? Chi o cosa è quel essere che si nasconde ne “La culla”?
Perché si cela al nostro sguardo ma al tempo stesso sembra cercare la
nostra attenzione? Invochiamo demoni ed angeli, come in un’antica cerimonia del 1600:
la Goetia…”

Scarica il comunicato stampa completo:

http://www.sourmilk.it/​comunicato-stampa-sergio-padovani.pdf

Vernissage: h 21.00

Hikobusha live concert: h 22.45

Entry free from 21.00 until 22.00

Entry € 5,00 (consumazione inclusa) from 22.00

EXHIBIT:

PAST EXHIBIT: Jan Durina (Slovakia) 07.10.11/06.11.11

JAN DURINA SOLO SHOW
“Twenty three years in that house but the boy might still be alive

Author: Erique LaCorbeille / Curator: Irene Perino

SourMilk Artgallery continua il suo viaggio alla scoperta dell’arte dissacrante dell’Europa. Dopo Karolina Drypps, irriverente artista polacca, le villa in stile floreale più ambiziosa del Nord Italia accoglie la rosa nera dell’arte slovacca: Jan Durina. “Twenty three years in that house, but the boy might still be alive” è il titolo dell’esposizione che avrà luogo tra le mura di SourMilk dal 7 Ottobre al 9 Novembre 2011.

Nato in Slovacchia nel 1988, Jan Durina ama e rispetta il suo paese. Jan però è un fiore nato in un paese freddo, in cui non crede di poter fiorire in tutta libertà. Disorientato al sol pensiero di trascorrere la sua intera esistenza nel paese delle tre cime, sembra alla disperata ricerca del suo posto sulla Terra, un luogo dove potrà crescere come artista e come uomo.

Le montagne, i laghi e le foreste che facevano da quinta scenografica alla sua vita di bambino sono  scolpiti nella sua mente. Jan è una rosa nera e della Natura non può che esserne parte. Attratto dall’ambiente che lo circonda, sviluppa fin dalla più tenera età un forte panismo.

Jan è Natura. READ MORE

EXHIBIT:

PAST EXHIBIT:The irreverent polish artist KAROLINA DRYPS – OH TA KALA! 09/09/2011-02/10/2011

KAROLINA DRYPS SOLO SHOW
“HOW TO BE ME” – Author: Erique LaCorbeille / Curator: Clarissa Tempestini

Sourmilk Artgallery continua la sua empatia con la Polonia, proponendo dopo la mostra di Exilentia Exiff, quella di una giovane artista emergente proveniente dallo stesso paese: Karolina Dryps. Il suo nome va pronunciato ad alta voce, in coro, un suono polifonico. L’invito e il gioco dell’artista si declamano nel titolo dell’esibizione “How to be me”, in occasione della quale non sarà permesso comportarsi da distratto flaneur. Karolina porta tutta la sua erotica carnalità sulle pareti dello spazio, che ancora cerca di rimarginare i pensieri invadenti aperti dalle donne sfinite di Exilentia Exiff. Lei, uragano di femminilità moltiplicato compulsivamente in centinaia di fotografie che la ritraggono, lei, che riproduce il suo corpo per la mera vanità di vedere la sua immagine arpionata sulle figure degli altri.
Lei, protagonista sfacciata di una mostra che è sua, e per amor di pronome personale si diffonderà in ogni angolo vivo e non dello spazio di Sourmilk.

Sourmilk Artgallery continues his empathy with Poland, proposing after Exilentia Exiff’s show, the exhibition of a young, breaking through artist from the same country: Karolina Dryps. Her name should be pronounced loudly, in unison, through a polyphonic sound. The game of the artist is declared in the title of the solo-show, “How to Be Me”, during which it will not be allowed to behave as a distracted flaneur. Karolina brings all her erotic sensuality within the walls of the gallery, which are still tries to heal from the intrusive thoughts opened from the exhausted women of Exilentia Exiff. She, feminine hurricane compulsively multiplied into hundreds of photographs of herself, she, who reproduces her body for the mere vanity of staring at her image arpooned on the figures of the audience.She, cheecky and impudent protagonist of a show that belongs only to her, and for the sake of this personal pronoun she will spread herself in every living and dead corner of Sourmilk’s space. 

 

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EXHIBIT:

Sourmilk & Premio Ora International Art Prize

Sourmilk è stato scelto per far parte della giuria del PREMIO ORA, UN’OPPORTUNITA’ REALE NEL MONDO DELL’ARTE.
L’artista selezionato da Sourmilk avrà diritto ad una personale presso la nostra villa liberty.
Scarica le Info, il bando ed il modulo di iscrizione cliccando sul sito ufficiale del Premio.
Sourmilk was chosen to be part of the jury of PREMIO ORA INTERNATIONAL ART PRIZE, A REAL OPPORTUNITY IN THE WORLD OF ART.The artist selected by Sourmilk will have a solo show in our liberty villa. Download Infos and registration form the Premio Ora official website.

“Un gioco a incastri, che fondamentalmente sfrutta le potenzialità di Facebook per dare visibilità agli artisti aderenti. Ecco cos’è il Premio O.R.A. (acronimo di Opportunità Reale nell’Arte), presieduto dal curatore Carolina Lio. Il gioco è questo: venti giurati (tutti galleristi) decreteranno ciascuno un proprio vincitore, con l’unico limite – vivaddio! – di non poter premiare con una mostra personale di due settimane nel proprio spazio artisti che hanno o hanno avuto rapporti professionali con la stessa galleria.
Gli artisti che lavorano o hanno lavorato con una o più gallerie tra quelle in giuria possono però essere selezionati da un altro giurato. Se un artista viene selezionato da una o più gallerie, sarà l’artista stesso a scegliere dove realizzare la propria mostra, e ci saranno dei ripescaggi per garantire un numero di venti vincitori. Altri venti artisti, ritenuti particolarmente meritevoli, saranno selezionati dal presidente di giuria, ed andranno ad aggiungersi nel catalogo del premio.
Per il resto, via libera a tutti gli artisti italiani e stranieri, senza limiti di età, pensiero, tecnica e a tutte le opere già realizzate, edite e inedite, anche se già pubblicate o esposte. È possibile iscriversi al Premio O.R.A. tramite iscrizione online sul sito www.premio-ora.it oppure tramite posta ordinaria. Le iscrizioni devono pervenire entro il 31 Agosto 2011“.

- Claudia Giraud (Artribune)

EXHIBIT:

NOW Art Gallery host:"Feminine 70 ml" (collective exhibit presented by Max Papeschi)

A Cura di: Erique LaCorbeille
Testo critico: Clarissa Tempestini


[ITA]
“Polemico e politico, Max Papeschi arriva alla digital-art dopo l’esperienza da regista/autore in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Come artista figurativo il suo approccio con l’Art-World è stato d’immediato successo sia di pubblico che di critica. Il suo pop Politically-Scorrect, cita l’ American Life e la rivela nei suoi orrori in maniera ironicamente realistica. Dal Topolino nazista al Ronald McDonald guerrafondaio le icone cult perdono la loro simpatia per trasformarsi in un incubo collettivo. Una poetica new-pop dai fortissimi contenuti sociali ma dal taglio sottile e ironico”.
Max Papeschi presenta la prima mostra di SOURMILK portando artisti di raro talento.Giovani, sfrontati, eccentrici, visionari che, attraverso la fotografia, esplorano il corpo femminile gettandocelo in faccia.
“Feminine 70 ml” è il modo migliore per inaugurare SOURMILK.
Quel latte acido e colmo di bellezza inquieta che dalla donna esce a gocce.

Sourmilk


Curator: Erique LaCorbeille
Critique: Clarissa Tempestini


[ENG]
“Polemical and political, Max Papeschi starts with digital-art after the experience as a director / writer for theater, television and films. As a figurative artist, his approach with the Art-World was an immediate success in both public and critics. His pop-Scorrect Politically, he cites the ‘American Life and reveals in its horrors so ironicallyrealistic.
From Nazi Mickey Mouse to the Ronald McDonald warmonger, cult icons lose their sympathy to become a collective
nightmare. A poetic new-pop from the very strong social content, but by blending subtle and ironic.
Max Papeschi presents the first SOURMILK ‘s exhibition leading artists of rare talent.Young, bold, eccentric, visionary, through photography, they explore the female body by throwing it on our face.
“Feminine 70 ml” is the best way to inaugurate SOURMILK.
That sour milk full of anxious beauty that comes out from the woman in drops.
Sourmilk

EXHIBIT:

HouseBar & Bookshop host Simone Berrini

[ITA]
Molte delle opere appartenenti alla serie “Anomàli” e le recenti realizzate con tecnica mista su
policarbonato vengono pubblicate sul sito di arte contemporanea statunitense ArtMINE.
Nel 2009 inizia la collaborazione con la rinomata galleria d’arte newyorkese AGORA GALLERY sita nel quartiere di Chelsea nel cuore di Manhattan.

[ENG]
Many of the works belonging to the series “Anomàli” and the recently completed with mixed tecnique on polycarbonate are published on the website of contemporary American art ArtMINE.
In 2009 he started working with the renowned New York art gallery AGORA GALLERY located in the district of Chelsea (Manhattan).

EXHIBIT:

From Abnormals Gallery [Berlin/Poznan]: EXILENTIA EXIFF

[ITA]
Sourmilk è orgoglioso di presentare, in collaborazione con Abnormals Gallery di Berlino/Poznan, il talento di Exilentia Exiff.
Nata in Polonia nel 1985, è una fotografa e scrittrice, vive tra Berlino e Mosca, e ha esposto i suoi lavori principalmente in Cina, Francia, Germania, Italia e Polonia.
Exilentia Exiff (for Abnormals Gallery-Berlin/Poznan) prende in esame alcuni contesti storico/culturale. Le norme cambiano in alcune società, a volte molto rapidamente e, a volte molto lentamente e ciò che può essere visto come normale in una cultura, può essere visto come anormale in un’ altra. Exilentia è affascinata dalle norme connesse con il sesso e l’età. Perché un giovane corpo femminile nudo è accettabile e una foto di una donna anziana in una posa sessuale vìola le norme della società? Perché una tale immagine può causare disagio sociale? Che cosa è un essere umano, al giorno d’oggi?
Che cosa è di per sé la dignità?

[ENG]
Sourmilk is proud to present, in cooperation with Abnormals Gallery in Berlin / Poznan, talent of Exilentia Exiff.
She was born in Poland in 1985.
A photographer and playwright, Exiff lives between Berlin and
Moscow; she has primarily exhibited her work in China, France,
Germany, Italy and Poland.
Exilentia Exiff (from Abnormals Gallery-Berlin/Poznan) just examines some of historical and cultural context. Norms change in some societies sometimes very rapidly and sometimes very slowly and what may be seen as normal in one culture, may be seen as abnormal in another. Exilentia is fascinated by norms connected with gender and age. Why a young female naked body is acceptable and a picture of an old woman in a sexual pose violates the standards of society? Why does such a picture cause social discomfort? What is a human being nowadays?
What is self-dignity?

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EXHIBIT:

Art Gallery host: Alice Olimpia Attanasio

[ITA]
L’artista Alice Olimpia Attanasio nasce a Milano, nel 1985.Nella stessa città, ha frequentato l’Istituto Europeo di Design, diplomandosi nel 2008. In via estetica va detto che l’artista ama tendenzialmente l’interazione, sia tramite l’astrazione concettuale sia coinvolgendo direttamente lo spettatore, esibiendo scenari d’una cura terapeutica, rappresentata come “placebo estetico”.

[ENG]
The artist Alice Olimpia Attanasio was born in Milan in 1985.In the same city, she attended the European Institute of Design, graduating in 2008. In aesthetic way it should be said that the artist likes to tend to the interaction, either through the conceptual abstraction is directly involving the viewer, showing scenes of a cure therapeutic, represented as a “placebo aesthetic”.


[CRITIQUE BY CLARISSA TEMPESTINI]


“Il diluvio di carni macellate che cade ogni giorno sulle città dell’Occidente annuncia stragi, malattia, pazzia collettiva, perdita d’anima, oscuramento e imbrattamento mentale. Più energie malsane per teste da sbatacchiare nel buio. C’è dentro la maledizione delle quaglie alle tombe dell’Ingordigia”.
Guido Ceronetti

Alice invita educatamente a tavola, approfittando del più alto momento di convivialità per servire la specialità del giorno. Il vostro istinto di sopravvivenza giace sul piatto, acre nella sua deforme maschera odierna: vorace cannibalismo disperato, inconsapevole e quindi pericolosamente indifferente, sviluppato e sfigurato nel tentativo inerte di restare a galla, sulla superficie terrestre occidentale. Banchettiamo voracemente i resti amabili di una società che non è più possibile definire solo competitiva, è andata oltre e ha rotto argini con il sangue. La crisi globale contro la quale sbattiamo costantemente ci rende ingordi di conferme che scavalcano ogni rapporto umano in nome di affermazione sociale, in un mare di insicurezze e paure labili ma penetranti. Nelle artiche città fatte di lavoro e capitale, nel mercato costruitio da ermetici grafici, nella corsa a vincere un premio fatto di complimenti e denaro, sopravvive solo chi mangia l’altro. Tutto è concesso, niente è punito, l’inferno della gola e dell’omicidio è la normalità collettiva. Basta uno sguardo anche superficiale alla cronaca più recente per seguire la degenerata perdita della bussola. Obama uccide Osama. Le leggi costituzionali sono infrante. Nessuno paga. Il fine giustifica i mezzi, soprattutto in un mondo dove i limiti sono solo vaghi suggerimenti aggirabili in nome di una giustizia che è abuso sfacciato.

In questo quadro contemporaneo è servito nelle stanze della Sourmilk Gallery il menù di carne succulenta composto dai resti delle vittime che nella vostra foga alla scalata sociale avete seminato. Omicidi morali e cannibalismo civilizzato sono le spoglie dell’allegoria di una società che Alice Olimpia Attanasio mette in mostra con una semplicità sconcertante, mostrando con oscura genuinità, realtà sociali complicate. Fotografie delicatamente potenti e installazioni da vaudeville snaturato e sinistro sono al centro del ristorante dell’arte proposto dall’Attanasio, dove lo spettatore invitato a cena si troverà presto nel ruolo del carneficie, davanti alle sue colpe, davanti alle sue azioni spietate, ai risultati della violenza del suo individualismo, degno di primitive leggi della giungla. “La grande Abbuffata” cinematografica tradotta in linguaggio figurativo, che di nuovo propone con fare meno grottesco ma sempre allusivo una critica che passa sotto le spoglie di simbolo, di allegoria. Critica feroce, tenace, presentata con tutta la (in)concepibile banalità del male.

“Siete grotteschi! Grotteschi e disgustosi! Perché continuate a mangiare se non avete fame!?”
La Grande Abbuffata

Clarissa Tempestini




EXHIBIT:

Housebar & Bookshop host: Valentina Chiappini!24.06/31.07

[ITA]
“FAKE!FAKE!FAKE!”/VALENTINA CHIAPPINI SOLO SHOW!
Anche questo mese, parallelamente alla mostra del piano superiore della villa, l’housebar ed il bookshop ospitano un artista underground. L’artista ospite è la talentuosa Valentina Chiappini che presenta le sue serigrafie mostrando anche le sue matrici.

[ENG]
“FAKE!FAKE!FAKE!”/VALENTINA CHIAPPINI SOLO SHOW!

Also this month, in parallel with the exhibition of the first floor of the villa, the housebar and the bookshop host an underground artist. The guest this month is Valentina Chiappini, who presents her serigraphy prints showing also its matrix.

 

Photo by Graziano Folata

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EXHIBIT:

HouseBar & Bookshop Host: Samuela Iaconis

[ITA]
“Sensazioni condotte all’estremo, condottieri di mondi trasversali.
Gli uomini attivano malattie: muoiono 238 volte: numeri in sequenza.
Uno solo, nuovamente uranio, ancora 238 e di nuovo rinuncia, per l’ultima volta solo,
uno SPARO.”

Stefano Perez Tonella (progetto Uranio238)

Samuela Iaconis nata a Varese il 5 febbraio 1979, stampatrice professionista di immagini da oltre 10 anni e fotografa dall’adolescenza.
Attratta da molti generi fotografici ma soprattutto dalla ritrattistica espressiva, ricerca l’essenza delle persone fotografandole in modo istintivo e passionale.
Dal 2008 inizia ad esporre e collaborare a vari progetti fotografici, focalizzando la sua attenzione sulla tematica delle maschere, attraverso il quale sfugge da situazioni di disagio e sofferenza trovando rifugio in un corpo fittizio, surrogato.


Questa esposizione propone una serie di immagini che, pur appartenendo a diversi progetti, sono attraversate da un fil rouge: la visione surrogata della realtà.
Immagini di una realtà surrogata dunque, che consentono di spiegare o meglio di liberare a livello catartico le emozioni estreme che l’autrice rappresenta a “tinte forti” e mediante gesti epressivi che conducono ad un suicidio a volte caricato di una forte valenza sociale (_progetto uranio238_ 2011) e a volte caricato di una valenza ironica che riconduce alla fine dell’infanzia (_I killed my doll_ 2010).

Altre opere nascono invece da una ricerca che l’autrice fa sui “falsi miti”, come nel caso di _Apple Passion_2009. La mela considerata biblicamente come frutto proibito, simbolo della caduta dell’uomo dal giardino dell’Eden, schiava della sua etimologia (mela-malus-male) alla quale l’autrice da invece una connotazione positiva di seduzione e passione, capovolgendone il suo significato.

Infine con gli scatti di “vampiria” e “blume” l’autrice approfondisce il tema del travestimento e del trucco, concentrandosi su semplici persone del mondo quotidiano che si scoprono attori di se stessi su palcoscenici alterati, perché – come affermava Saudek – “la fotografia è teatro, con una scena fissa e gli attori cambiano continuamente”.