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Io Ballo Da Sola

Codice prodotto: PSV0934


21.90

Trama

Dopo il suicidio della madre, Lucy, una diciannovenne americana, viene mandata in vacanza in Toscana a casa del padre e di una coppia di amici. Nella splendida villa isolata sulle colline senesi ci sono anche altri ospiti. Da questo soggiorno Lucy si aspetta di ritrovare un ragazzo conosciuto anni prima ma soprattutto di scoprire l'identità del vero padre e chiarire la personalità della madre.

Caratteristiche


1996
118 min.
Italia, Francia, UK

2
  • Inglese
  • Italiano
  • Italiano
  • Italiano per non udenti

  • 1 - DVD 9 singola faccia , doppio strato
  • Amaray
2,35:1
Dolby Digital 5.1
Colore
  • PAL
  • Italia

AKA

Stealing Beauty Italia (titolo originale)
Beleza Roubada Brasile / Portugal
Belleza robada Argentina / Spagna
Ускользающая красота Russia
Çalinmis güzellik Turchia (titolo Turco)
Beauté volée Francia
Dancing by Myself USA (titolo alternativo)
Forførende skønhed Danimarca (imdb display title)
Gefühl und Verführung Germania
Io ballo da sola Italia
Klemmeni omorfia Grecia (transliterated ISO-LATIN-1 title)
Koskematon kauneus Finlandia
Laga'at B'Yofee Israele (titolo Ebraico)
Lopott szépség Ungheria
Plesem sama Slovenia
Stulen skönhet Svezia
Ukradena lepota Serbia (imdb display title)
Ukryte pragnienia Polonia

Recensioni

Orfana di madre, la diciottenne Lucy è mandata dal padre in Italia per una vacanza estiva, ospite di una coppia di inglesi, vecchi amici di famiglia che abitano in una villa di Gaiole in Chianti (Siena). Alla fine del soggiorno Lucy avrà avuto felicemente la sua prima esperienza sessuale e scoperto senza traumi l'identità del proprio padre biologico. Storia di un'educazione sentimentale, il 13° film di Bertolucci (e il primo che gira in Italia dopo La tragedia di un uomo ridicolo, 1981) è fondato, più che su una vicenda, su una situazione. I temi, i problemi individuali e collettivi sono numerosi (tra cui la riflessione sull'arte come furto di bellezza altrui cui allude il titolo inglese: rubando la bellezza), e sono congeniali a un cineasta che non ha mai nascosto l'inclinazione al melodramma e ai conflitti tra passione e ideologia, ma qui sono espressi o suggeriti nei modi della leggerezza, della malinconia, della serenità. Liv Tyler attraversa il film come un aquilone lesto nel cielo. I momenti più intensi sono i suoi rapporti col padrone di casa (McCann) e con il commediografo (Irons) alle prese con l'immensa frivolezza dei morenti. Ma è fonte di luce, nella sua malinconica saggezza di reggitrice della casa, l'irlandese Cusack, nella vita moglie di Irons. La società italiana rimane sullo sfondo, come fuori dal cerchio magico del paesaggio toscano, esaltato dalla fotografia dell'iraniano Darius Khondji (Seven) con luci che rimandano alla pittura dei fauves (Matisse, Derain, Vlaminck). Scene di Gianni Silvestri, montaggio di Pietro Scalia. Le inquietanti sculture postpicassiane sono dell'inglese Matthew Spender che abita nel Chianti e ha fatto da consulente artistico. La leggerezza del tocco, perseguita dal regista, è stata cercata in sceneggiatura con la scrittrice americana Susan Minot.

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